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#21 Uzbazur

Uzbazur

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Inviato 13 January 2011 - 07:42 PM

Al tramontare della prima grande stella,Tsu'tey fece svegliare un gruppo di suoi amici per andare a caccia,si avventurarono nella grande foresta ed iniziarono a cercare una preda per la cena,il gruppo si divise,Tsu'tey rimase solo quando uno Slinger lo puntava ferocemente da lontano senza farsi notare,un fruscio richiamò immediatamente l'attenzione di Tsu'tey ora nascosto sotto una grande radice, le sue orecchie si tendevano al minimo rumore e sembravano seguire i movimenti dell'animale. A pochi metri di distanza il feroce slinger cercava la sua preda fra la folta vegetazione rizzando il collo e tutta la testa come nel tentativo di fiutare il giovane Na'vi nell'aria. Tsu'tey pur essendo molto giovane aveva una muscolatura molto possente e un' astuzia da far invidia ai più temuti guerrieri del suo villaggio, doti che gli avevano permesso più volte di uscire indenne da battute di caccia molto rischiose. Questa volta però era diverso.... era solo! E il suo avversario era decisamente molto più pericoloso di qualsiasi altro animale da lui incontrato durante le normali battute di caccia. Improvvisamente l'animale si fermò e puntò la testa in direzione della grande radice che sembrava nascere dalla stessa terra, tsu'tey nel tentativo di non farsi vedere dall'animale assottigliandosi sotto la radice mosse leggermente la vegetazione attirando ancora di più l'attenzione del predatore su di se. Sicuro di essere stato stanato prese una grande boccata d'aria e si lanciò in una corsa sfrenata nel tentativo di seminare il ferocissimo slinger, che vedendo il Na'vi spuntare da dietro la radice e correre via si precipitò nel suo inseguimento. Proprio quando Tsu'tey sembrava essere in netto svantaggio e stava per essere raggiunto vide un albero cavo per metà e veloce come un fulmine si gettò all'interno della cavità sul tronco facendo perdere almeno per il momento le sue tracce. Il giovane cacciatore si trovava ora in una situazione di leggero vantaggio poichè riusciva a vedere il grande animale senza che questo riuscisse a vedere lui. Tirò un lungo sospiro e riprese fiato, l'inseguimento durava ormai da più di un ora e le sue energie si stavano esaurendo, per di più si stava facendo buio, situazione che sarebbe andata a suo svantaggio non potendo contare su un olfatto sviluppato come quello dell'animale. Tsu'tey si rendeve perfettamente conto che le sue energie erano al limite e che tentare un altra fuga sarebbe stato fatale per lui. La sua unica salvezza era passare al contrattacco e cercare di uccidere o quantomeno ferire lo slinger prima che questo uccidesse lui. Rimanendo ben nascosto, iniziò ad osservare con molta attenzione la foresta intorno a se nel tentativo di elaborare una strategia per contrastare il possente predatore. Da esperto cacciatore sapeva benissimo che per avere qualche speranza doveva trovarsi in posizione rialzata nei confronti dell'animale, senza ostacoli fra i due e con una via di fuga alle sue spalle. Ad un certo punto si soffermò su una grossa roccia che si ergeva per una quindicina di mentri in altezza ed era situata vicino un grande albero ad un centinaio di mentri da dove si trovava lui; era perfetta! un ottima posizione da cui controllare i movimenti dell'animale e non essere colto di sorpresa ed inoltre offriva un' ottima via di fuga da un ramo che partendo dall'albero adiacente alla roccia arrivava a pochi metri dalla sommità di essa. Restò qualche altro minuto in attesa studiando le sue prossime mosse in ogni piccolo particolare ed aspettando il momento giusto per agire. lo slinger si trovava ad un pò di distanza dall'albero cavo intento in una frenetica ricerca della sua preda, quando improvvisamente un branco di prolemuri che passava di li distolse la sua attenzione... Era il momento! Tsu'tei si scaraventò fuori dal suo rifugio e corse più veloce che poteva in direzione della grande roccia, ma lo slinger si accorse del suo movimento e si diresse velocissimo verso di lui. Il giovane cacciatore arrivato alla roccia, la scalò con rapidi ed agili movimenti, quasi in cima fece un balzo e prima di atterrare aveva già preso il suo arco e estratto una fraccia. Il possente carnivoro nel frattempo stava correndo nella sua direzione a grande velocità, tsu'tei a quel punto velocissimo ripetè gesti ormai memorizzati alla perfezione dal suo corpo, tese il suo arco intagliato nel legno dell'albero casa, mirò, rilassò il diaframma fece un lungo sospiro e scoccò. La freccia si andò a conficcare nel torace dell'animale il quale però non rallentò la corsa e ormai a poche decine di metri dalla roccia caricò Tsu'tei. Il coraggioso Na'vi estrasse il pugnale per affrontare a viso aperto il feroce predatore e con i muscoli tesi si stava preparando all'impatto quando,un suo compagno spuntò fuori e lo aiutò all'uccisione del grande animale,in compagnia è di sicuro meglio che da solo,dopo aver ucciso l'animale con diverse frecce scoccate contro il suo muso,presero in spalla la carcassa e la portarono al villaggio,fieri della grande caccia,gli abitanti del villaggio ringraziarono Eywa e l'anima dell'animale ucciso e si prepararono a mangiarlo,un compagno che era andato a caccia con Tsu'tey tardava ad arrivare tutti si preoccuparono del suo arrivo,quando da dietro un albero si vide sbucare la testa del grande cacciatore con in braccio il corpo di un prolemuris e così in branco festeggiarono il suo ritorno,al calare del sole il clane tutto il villaggio si diresse a dormire sulle amache,a Tsu'tey il giorno dopo sarebbe aspettata una grande impresa, alla mattina Tsu'tey si svegliò di colpo in preda al panico e subito si alzò di scatto ritrovandosi seduto sulla sua amaca che pendeva da un grosso tronco dell'albero casa, aveva un respiro affannato, gli tremavano le mani e il suo cuore batteva ad un ritmo così frenetico che sembrava volesse uscirgli dal petto! Un altro incubo... erano diverse notti che il giovane Na'vi non riusciva a riposare e passava le sue notti senza chiudere occhio. La primavera si stava avvicinando e con essa iniziava il periodo più imponente e pericoloso della caccia. Intere mandrie di Sturmbeest si riunivano nelle foreste e le pianure adiacenti al grande Kelutral e ogni giovane N'avi doveva affrontare una durissima prova che lo avrebbe portato a diventare cacciatore e cavalcare il suo Ikran... uccidere uno sturmbeest durante una battuta di caccia! Per il figlio di un capoclan questo era uno dei momenti più difficili della vita, infatti al giovanissimo Tsu'tey spettava un compito molto più arduo di quello di un qualsiasi Na'vi, ossia quello di comandare lui stesso il suo clan, intonando il canto di caccia e dirigendo i movimenti di tutti gli altri cacciatori. La sua responsabilità era immensa e la paura che gli stava pervadendo il cuore aumentava di giorno in giorno... Tsu'tey aveva da poco compiuto il suo diciassettesimo anno di età ed era ancora relativamente piccolo per affrontare questa imponente prova. Purtroppo non era della stessa opinione suo padre che conoscendo le doti del figlio, il quale più volte si era distinto per la sua prestanza fisica e grandissima intelligenza, aveva deciso che Tsu'tei avrebbe festeggiato il suo diciottesimo anno di età già in sella al suo ikran, temuto e rispettato da tutti i cacciatori del villaggio. Dal canto suo, il giovane Na'vi, non si sentiva pronto a caricarsi di un così grande rischio e la responsabilità di tenere alto il nome del clan. Più volte aveva cercato di affrontare suo padre, ma non vi era mai riuscito, infatti il capo clan non era famoso per la sua indole pacifica ma bensì possedeva un carattere duro e difficilmente scendeva a compromessi. Il terrore di Tsu'tey di affrontare suo padre e mostrare a se stesso e a tutto il clan le sue paure e debolezze era forse più grande di quello di dirigere la battuta di caccia e affrontare i possenti Sturmbeest. In ogni caso era deciso più che mai a parlare con suo padre quel pomeriggio stesso, quella sera infatti avrebbe avuto luogo la cerimonia dell' Uniltaron (caccia nel sogno) che iniziava gli aspiranti cacciatori alla grande prova che li avrebbe attesi nei giorni successivi, dove il capoclan avrebbe suonato il flauto blu e a quel punto sarebbe stato troppo tardi per tirarsi indietro...Tsu'tey adorava arrampicarsi sui rami più alti dell'alberocasa, e da li osservare il volo degli Ikran che nidificavano sui grandi rami dell'albero, a volte passava intere ore a guardare questi possenti animali librarsi leggeri in volo e disegnare nel cielo linee tanto armoniose. Il sole era ormai alto nel cielo ed era giunto per tsu'tey il momento di affrontare le sue paure ed insieme ad esse suo padre, il capoclan. Il giovane si diresse nella sala centrale dell'albero casa dove trovò il padre in compagnia dei due più coraggiosi e forti cacciatori dell'intero villaggio. Si avvicino, degluti, fece un lungo sospiro e disse : "padre, devo parlarvi". Il capo clan si girò verso il figlio e disse : "parla". A quel punto Tsu'tey si senti attraversare da un brivido che gli pervase tutto il corpo partendo dalla nuca e scendendo giù di corsa fino ai piedi, già affrontare suo padre lo terrorizzava, ma farlo di fronte a i due più grandi cacciatori di tutto il clan rendeva l'impresa ancora più difficile del previsto. Rimase per un intero minuto in silenzio fino a che il capoclan con voce scocciata disse "allora?! non eri venuto per dirmi qualcosa?". Il giovane Na'vi era completamente bloccato dalla paura e non riusciva a muovere la bocca per rispondere alle parole del padre; restò ancora un pò in silenzio poi raccolse in se tutto il coraggio che possedeva, impostò la voce e disse : "padre... io non mi sento ancora all'altezza di guidare il nostro clan nella grande caccia e intonare i canti del nostro popolo". Il capoclan, dopo aver udito queste parole si girò di scatto verso il figlio cambiando subito espressione, restò anche lui qualche secondo in silensio e poi con tono severo disse : [trad='Non vuoi crescere?']Nga ke new tsawl slu?[/trad],[trad='Devi farlo!']nga zene poan kem si!.[/trad] Dopo avergli parlato nell'antica lingua Na'vi Tsu'tey si decise a portare avanti il clan per la battuta di caccia.
Alla notte quando era ormai passata da un pò l'ora del tramonto e le foresta si era vestita del suo abito notturno ricoperto di meravigliosi colori che creavano un atmosfera mistica e piena di vita. Tsu'tey, privato del sonno da mille preoccupazioni e paure si era messo come al suo solito a passeggiare nei pressi dell'alberocasa, immerso nei suoi pensieri. Conosceva benissimo quell'agolo di foresta nel quale spesso passava le sue notti insonni. Quella notte però scopri di non essere solo, infatti scorse una figura familiare nei pressi di un tronco che costeggiava una cascata che riversava in una grande pozza le sue acquae cristalline.Polyphemus quella notte era particolarmente raggiante e in quel piccolo angolo di paradiso, dove la vegetazione era più rada e la luce del grande pianeta illuminava le limpidissime acque della cascata, avvicinandosi riconobbe in quella figura la bellissima Peyral. Peyral era una giovanissima ragazza Na'vi, ed oltre ad essere una delle più belle di tutto il clan vantava anche magnifiche doti di canto e si era dimostrata abilissima nella caccia. Tsu'tey aveva sempre provato un sentimento molto forte per la giovane e bella Na'vi ma non aveva mai avuto il coraggio di esprimerle quello che provava ne tantomeno di rivolgerle la parola. Peyral infatti aveva già compiuto il suo diciottesimo anno di età e domato il suo Ikran diventando una formidabile cacciatrice, mentre lui che ne aveva copiuti diciassette da poco ed era sicuro di non far nemmeno parte dei più lontani pensieri della giovane N'avi. Quella notte però, sentiva in lui qualcosa di diverso e preso un pò di coraggio si avvicinò alla alla giovane Na'vi che seduta su un grande ramo sospeso sull'acqua era intenta a contemplare il magnifico spettacolo che ogni notte Pnadora regalava a ogni forma di vita. Emozionatissimo, ormai a pochi passi da lei si decise a salutarla e con un filo di voce, che on nascondeva affatto il suo imbarazzo disse : "Ciao Peyral, io ti vedo". Lei che dal canto suo si era accorta già da un pò della presenza di Tsu'tey ed era a conoscenza dei sentimenti che il giovane Na'vi provava per lei si girò verso di lui e rispose al saluto con un gesto della mano e un magnifico sorriso sul volto. Tsu'tey stupito dalla sua reazione prese coraggio e avvicinandosi ancora di più disse : "cosa ci fai qui?", Peyral, si girò ancora verso di lui e rispose : non riuscivo a dormire... amo passare qua le serate..." a qual punto Tsu'tey, che stava prendendo sempre più coraggio, continuò dicendo : "nemmeno io riuscivo a dormire, ultimamente mi succede sempre più spesso... posso restare qua vicino a te?" Peyral allora sorrise e facendo segno con la mano a Tsu'tey di sedersi vicino a lei rispose : "certo!". Il giovane Na'vi si sedette accanto a lei e iniziò a raccontarle e inizio a parlarci, con suo grande stupore Peyral sembrava trovarsi a sua agio con lui e i due restarono li seduti su quel ramo per ore a conoscersi e raccontarsi uno dell'altro. Ad un certo punto Peyral disse : "adoro guardare la foresta di notte, nella sue abellezza si vede l'amore che la nostra grande madre Eywa ci ha messo nel crearla" allora Tsu'tey si alzò la prese per mano e le disse di seguirlo. La ragazza Na'vi curiosa e divertita dal quel comportamento, decise di seguirlo. I due tornarono nell'alberocasa e Tsu'tey inizio a salire in cima ad esso fino ad arrivare ad un apertura che dava su un gigantesco ramo dell'albero. Da li disse a Peyral di seguirlo ed inizio ad arrampicarsi su dei rami che salivano ancora più in alto sull'albero. Peyral a quel punto si fermò un attimo e disse : ma dove vuoi portarmi? lui non le rispose e le fece solo il gesto di seguirla; naturalmente la giovane Na'vi sempre più curiosa, iniziò ad arrampicarsi dietro di lui. Ad un certo punto i due giovani Na'vi raggiunsero un ramo più alto e grande degli altri sul quale ci si poteva comodamente sedere. Tsu'tey la prese per mano e le disse : "guarda...". Davanti agli occhi di Peyral appariva uno spettacolo meraviglioso, tutta la foresta, giu fino alle pianure era completamente accesa di mille colori e sopra di essa migliaia di stelle coprivano il cielo facendo da contorno a Polyphemus che risplendeva di una luce fantastica... Peyral si girò lo guardo negli occhi e disse : "è meraviglioso Tsu'tey..." allora lui rispose "anche tu...". Alla risposta di Tsu'tey, Peyral fu presa da un brivido gelido e rimase immobile a guardarlo. Tsu'tey era pervaso da fortissime emozioni e poteva sentire il suo cuore battere all'impazzata. Mentre guardava la bellissima Na'vi dritta negli occhi sentiva uno strano calore pervaderlo per tutto il corpo, ora anche Peyral sentiva questo calore... rimasero immobili per qualche altro istante, poi le bocche dei due Na'vi si avvicinarono fino a sfiorarsi e poco dopo degli Atokirina si avvicinarono a Peyral l'atmosphera si fece più romantica e così fu che i due si baciarono,trascorsero l'intera notte in quel luogo incantato.Il giorno dopo all'alba Peyral vuoleva far conoscere Tsu'tey a suo padre Fpeyram per dirgli che si erano uniti sotto lo sguardo di Eywa.Il padre di Peyral accolse volentieri Tsu'tey nel clan insieme a sua figlia,gli incubi per Tsu'tey erano finiti.

Spero vi piaccia,la scritta in blu è la storia aggiunta da me!

[trad='Che eywa sia con voi e grazie']Eywa ayngengahu sì Irayo [/trad]


 









"I Na'vi dico che tutta l'energia è solo in prestito e che prima o poi bisogna restituirla".
"I Na'vi dicono che una persona nasce due volte,la seconda,insieme al popolo,per sempre".
"Non ringraziare,non ringraziare per questo....questo è triste,uccidere è triste,tutto questo è colpa tua loro non dovevano morire....Colpa mia? Loro hanno attaccato me e sarei io il cattivo?......Colpa TUA! Colpa tua!,Tu sei come un bambino,far rumore non combina nulla!"
"Per diventare Taronyu,cacciatore,dovrai scegliere un tuo Ikran e lui dovra scegliere te,questo dovrai sentirlo dentro.....Quando?....Quando sarai pronto!......."
[trad='Siamo figli di Eywa']Ayoeng leiu Eywa'itan[/trad]

#22 DillySully

DillySully

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Inviato 01 February 2011 - 08:35 PM


ciao, mi piacerebbe partecipare, ho già pronta la storia :) spero che vi piaccia :blush:
lo dovuto postare qui perchè nn riesco a metterlo negli allegati !!
le parti in nero le ho scritte io





Tsu'tey,
figlio degli Omatycaia e di Eywa aveva appena compiuto diciassette anni, la soglia della maggiore età.
era arrivato il momento di attraversare difficilissime e pericolose prove che lo avrebbero portato a diventare uomo e a rinascere.
Peccato che egli non si sentiva ancora pronto.
Era figlio unico, orfano di madre.
Tutte le responsabilità gli erano state affibiate ma non sapeva se le sue spalle sarebbero state abbastanza resistenti da portare tutto quel peso .

Gli sembrava ieri che giocava con i suoi benshee di legno che non erano niente però in paragone a quelli veri che doveva affrontare :animali forzuti,con una possente mascella che poteva portarti via un braccio, estremamente variopinti e con quattro immense ali ai lati del corpo.
La prova che lo atterriva di più però era quella dell’ Ulinitaron.
Il na’vi passava notti d’inferno e in una di queste Tsu'tey si svegliò di colpo in preda al panico e subito si alzò di scatto ritrovandosi seduto sulla sua amaca che pendeva da un grosso tronco dell'albero casa, aveva un respiro affannato, gli tremavano le mani e il suo cuore batteva ad un ritmo così frenetico che sembrava volesse uscirgli dal petto! Un altro incubo... erano diverse notti che il giovane Na'vi non riusciva a riposare e passava le sue notti senza chiudere occhio. La primavera si stava avvicinando e con essa iniziava il periodo più imponente e pericoloso della caccia. Intere mandrie di Sturmbeest si riunivano nelle foreste e le pianure adiacenti al grande Kelutral e ogni giovane N'avi doveva affrontare una durissima prova che lo avrebbe portato a diventare cacciatore e cavalcare il suo Ikran... uccidere uno sturmbeest durante una battuta di caccia! Per il figlio di un capoclan questo era uno dei momenti più difficili della vita, infatti al giovanissimo Tsu'tey spettava un compito molto più arduo di quello di un qualsiasi Na'vi, ossia quello di comandare lui stesso il suo clan, intonando il canto di caccia e dirigendo i movimenti di tutti gli altri cacciatori. La sua responsabilità era immensa e la paura che gli stava pervadendo il cuore aumentava di giorno in giorno... Tsu'tey aveva da poco compiuto il suo diciassettesimo anno di età ed era ancora relativamente piccolo per affrontare questa imponente prova. Purtroppo non era della stessa opinione suo padre che conoscendo le doti del figlio, il quale più volte si era distinto per la sua prestanza fisica e grandissima intelligenza, aveva deciso che Tsu'tei avrebbe festeggiato il suo diciottesimo anno di età già in sella al suo ikran, temuto e rispettato da tutti i cacciatori del villaggio. Dal canto suo, il giovane Na'vi, non si sentiva pronto a caricarsi di un così grande rischio e la responsabilità di tenere alto il nome del clan. Più volte aveva cercato di affrontare suo padre, ma non vi era mai riuscito, infatti il capo clan non era famoso per la sua indole pacifica ma bensì possedeva un carattere duro e difficilmente scendeva a compromessi. Il terrore di Tsu'tey di affrontare suo padre e mostrare a se stesso e a tutto il clan le sue paure e debolezze era forse più grande di quello di dirigere la battuta di caccia e affrontare i possenti Sturmbeest. In ogni caso era deciso più che mai a parlare con suo padre quel pomeriggio stesso, quella sera infatti avrebbe avuto luogo la cerimonia dell' Uniltaron (caccia nel sogno) che iniziava gli aspiranti cacciatori alla grande prova che li avrebbe attesi nei giorni successivi, dove il capoclan avrebbe suonato il flauto blu e a quel punto sarebbe stato troppo tardi per tirarsi indietro...Tsu'tey adorava arrampicarsi sui rami più alti dell'alberocasa, e da li osservare il volo degli Ikran che nidificavano sui grandi rami dell'albero, a volte passava intere ore a guardare questi possenti animali librarsi leggeri in volo e disegnare nel cielo linee tanto armoniose. Il sole era ormai alto nel cielo ed era giunto per tsu'tey il momento di affrontare le sue paure ed insieme ad esse suo padre, il capoclan. Il giovane si diresse nella sala centrale dell'albero casa dove trovò il padre in compagnia dei due più coraggiosi e forti cacciatori dell'intero villaggio. Si avvicino, degluti, fece un lungo sospiro e disse : "padre, devo parlarvi". Il capo clan si girò verso il figlio e disse : "parla". A quel punto Tsu'tey si senti attraversare da un brivido che gli pervase tutto il corpo partendo dalla nuca e scendendo giù di corsa fino ai piedi, già affrontare suo padre lo terrorizzava, ma farlo di fronte a i due più grandi cacciatori di tutto il clan rendeva l'impresa ancora più difficile del previsto. Rimase per un intero minuto in silenzio fino a che il capoclan con voce scocciata disse "allora?! non eri venuto per dirmi qualcosa?". Il giovane Na'vi era completamente bloccato dalla paura e non riusciva a muovere la bocca per rispondere alle parole del padre; restò ancora un pò in silenzio poi raccolse in se tutto il coraggio che possedeva, impostò la voce e disse : "padre... io non mi sento ancora all'altezza di guidare il nostro clan nella grande caccia e intonare i canti del nostro popolo". Il capoclan, dopo aver udito queste parole si girò di scatto verso il figlio cambiando subito espressione, restò anche lui qualche secondo in silensio e poi con tono severo disse : < tu parteciperai come tutti noi abbiamo fatto.> poi con tono più dolce disse < anche io avevo avuto paura, ma un vero uomo sa gestirla e sopprimerla.
Tu sei mio figlio e diventerai capo clan , tutto è già scritto nel tuo destino e ora vai figliolo , vai a prepararti è ora di andare>.
Tsu'tey rincuorato da queste parole, affrontò tutte le prove con dignità e valore ,ritornando a casa vittorioso e dovendo superare solo un’ultima prova: il unilitaron.
Quando l’insetto lo punse il dolore lo accecò riducendolo in fin di vita ed egli ebbe una visione: lui sdraiato su un ramo insieme ad un’altra ragazza.
Quando si risvegliò l’alba era appena sorta e Tsu'tey
si stava alzando dalla sua amaca, quando vide passargli davanti Peyral, ancora non capiva il sentimento che provava per lei: era un misto tra leggerezza e imbarazzo.
Sapeva però che quando lei gli stava accanto faceva di tutto per mettersi in mostra e apparire migliore.
Risvegliatosi da uno stato di shock provocato dalla vista di Peyral, scese al focolare ,dove tutto il popolo si era riunito a ringraziare Eywa e a cibarsi di uno Yerik (Hexapede) ; alcune donne, tra cui Peyral ,stavano già tessendo nell’enorme telaio situato lì vicino.
Prese posto accanto a suo padre che gli comunico la sua decisione : quella mattina si sarebbe dovuto recare nella foresta a cacciare il pranzo.
Gli piaceva cacciare, si sentiva libero, veloce e potente più o meno come quando cavalcava la sua banshee.
Tsu'tey sentì lo stomaco gorgogliare e decise di mangiare anche lui qualcosa.
Mentre si stava cibando scorse un gruppo di ragazzini che stavano ascoltando con occhi sgranati il racconto dei loro antenati, da un anziano na’vi che abbelliva di tanto in tanto il racconto con episodi di fantasia.
Ebbe un flash-back di quando anche lui pendeva dalle labbra degli anziani ascoltando con ammirazione quei racconti eroici.
Sorrise e spostò lo sguardo su due suoi amici che stavano discutendo su chi avesse preso lo Yerik più grosso.
Si comportavano come bambini.
Tsu'tey si avvicino ai due ragazzi e disse: < nessuno di voi ha ragione, perché oggi andrò a caccia e ritornerò con lo Yerik più grande che abbiate mai visto!>. e scoppiò a ridere.
In fondo anche lui era rimasto un bambino. I due amici gli diedero una spinta , e lo sfidarono, proponendogli di andare insieme a caccia e vedere chi tornava con il bottino più sostanzioso. Accettò immediatamente; era un tipo molto competitivo.
Ma mancavano tre ore alla caccia , che fare in tutto quel tempo?
Decise che avrebbe continuato la rastrelliera per gli oggetti personali che aveva intenzione di regalare a Peyral .
Ancora non sapeva come avrebbero reagito lei e il clan.
Si poneva questa domanda ogni giorno che andava avanti col regalo, e ormai aveva completato due terzi del lavoro.
Ogni volta che ci pensava aveva paura della reazione di suo padre; lui era promesso a Neytiri, la figlia di Eytucan ma sinceramente non provava altro che un gran rispetto verso di lei.
Erano destinati a sposarsi, un grande onore in teoria, che lo avrebbe reso capo clan e Neytiri guida spirituale del popolo.
Non poteva però negare l’evidenza: egli amava Peyral.
Quello era il suo destino e egli non poteva farci niente, si sentiva impotente.
Mentre rifletteva su tutto questo, si accorse che aveva terminato il regalo, ma non glielo avrebbe consegnato subito.
Avrebbe atteso un momento più adatto.
Scese al telaio e fissando lo sguardo su Peyral incomincio ad intonare il canto dei tessitori.

Dopo un tempo che gli era parso brevissimo i suoi amici gli vennero incontro per dare via alla gara.
Si prepararono ai cancelli del villaggio e al tre incominciarono la caccia ognuno per una strada diversa.
Tsu'tey sentì le urla di emozione dei suoi compagni e preso dall’eccitazione grido anche lui.
Non l’avesse mai fatto
Aveva spaventato uno Yerik , che gli avrebbe fatto vincere la scommessa.

Si lanciò al suo inseguimento correndo veloce come il vento per non perdere le sue tracce.
Lo Yerik era innocuo ma velocissimo e in più procedeva a zig-zag.
Mancava poco, lo aveva quasi preso, quando gli si parò di fronte un gigantesco slingeer.
Il na’vi si nascose velocemente dietro ad un albero; lo slingeer lo aveva visto e si accorse appena in tempo che il suo predatore stava per lanciare la testa.
Raccolto tutto il suo coraggio si mise a correre come non aveva mai fatto prima ,desiderando disperatamente di aver la sua banshee li vicino per poterla cavalcare e sfuggire a quell’incubo.
Erano passati già molti minuti e si chiedeva se mai qualcuno gli sarebbe venuto in soccorso; stremato dalla corsa si inciampò in una radice e cadde per terra. Quando si stava per rimettere in piedi un fruscio richiamò immediatamente l'attenzione di Tsu'tey ora nascosto sotto una grande radice, le sue orecchie si tendevano al minimo rumore e sembravano seguire i movimenti dell'animale. A pochi metri di distanza il feroce slinger cercava la sua preda fra la folta vegetazione rizzando il collo e tutta la testa come nel tentativo di fiutare il giovane Na'vi nell'aria. Tsu'tey pur essendo molto giovane aveva una muscolatura molto possente e un' astuzia da far invidia ai più temuti guerrieri del suo villaggio, doti che gli avevano permesso più volte di uscire indenne da battute di caccia molto rischiose. Questa volta però era diverso.... era solo! E il suo avversario era decisamente molto più pericoloso di qualsiasi altro animale da lui incontrato durante le normali battute di caccia. Improvvisamente l'animale si fermò e puntò la testa in direzione della grande radice che sembrava nascere dalla stessa terra, tsu'tey nel tentativo di non farsi vedere dall'animale assottigliandosi sotto la radice mosse leggermente la vegetazione attirando ancora di più l'attenzione del predatore su di se. Sicuro di essere stato stanato prese una grande boccata d'aria e si lanciò in una corsa sfrenata nel tentativo di seminare il ferocissimo slinger, che vedendo il Na'vi spuntare da dietro la radice e correre via si precipitò nel suo inseguimento. Proprio quando tsu'tey sembrava essere in netto svantaggio e stava per essere raggiunto vide un albero cavo per metà e veloce come un fulmine si gettò all'interno della cavità sul tronco facendo perdere almeno per il momento le sue tracce. Il giovane cacciatore si trovava ora in una situazione di leggero vantaggio poichè riusciva a vedere il grande animale senza che questo riuscisse a vedere lui. Tirò un lungo sospiro e riprese fiato, l'inseguimento durava ormai da più di un ora e le sue energie si stavano esaurendo, per di più si stava facendo buio, situazione che sarebbe andata a suo svantaggio non potendo contare su un olfatto sviluppato come quello dell'animale. Tsu'tey si rendeve perfettamente conto che le sue energie erano al limite e che tentare un altra fuga sarebbe stato fatale per lui. La sua unica salvezza era passare al contrattacco e cercare di uccidere o quantomeno ferire lo slinger prima che questo uccidesse lui. Rimanendo ben nascosto, iniziò ad osservare con molta attenzione la foresta intorno a se nel tentativo di elaborare una strategia per contrastare il possente predatore. Da esperto cacciatore sapeva benissimo che per avere qualche speranza doveva trovarsi in posizione rialzata nei confronti dell'animale, senza ostacoli fra i due e con una via di fuga alle sue spalle. Ad un certo punto si soffermò su una grossa roccia che si ergeva per una quindicina di mentri in altezza ed era situata vicino un grande albero ad un centinaio di mentri da dove si trovava lui; era perfetta! un ottima posizione da cui controllare i movimenti dell'animale e non essere colto di sorpresa ed inoltre offriva un' ottima via di fuga da un ramo che partendo dall'albero adiacente alla roccia arrivava a pochi metri dalla sommità di essa. Restò qualche altro minuto in attesa studiando le sue prossime mosse in ogni piccolo particolare ed aspettando il momento giusto per agire. lo slinger si trovava ad un pò di distanza dall'albero cavo intento in una frenetica ricerca della sua preda, quando improvvisamente un branco di prolemuri che passava di li distolse la sua attenzione... Era il momento! Tsu'tei si scaraventò fuori dal suo rifugio e corse più veloce che poteva in direzione della grande roccia, ma lo slinger si accorse del suo movimento e si diresse velocissimo verso di lui. Il giovane cacciatore arrivato alla roccia, la scalò con rapidi ed agili movimenti, quasi in cima fece un balzo e prima di atterrare aveva già preso il suo arco e estratto una fraccia. Il possente carnivoro nel frattempo stava correndo nella sua direzione a grande velocità, tsu'tei a quel punto velocissimo ripetè gesti ormai memorizzati alla perfezione dal suo corpo, tese il suo arco intagliato nel legno dell'albero casa, mirò, rilassò il diaframma fece un lungo sospiro e scoccò. La freccia si andò a conficcare nel torace dell'animale il quale però non rallentò la corsa e ormai a poche decine di metri dalla roccia caricò Tsu'tei. Il coraggioso Na'vi estrasse il pugnale per affrontare a viso aperto il feroce predatore e con i muscoli tesi si stava preparando all'impatto quando, come se Eywa lo avesse ascoltato la sua banshee si precipito verso di lui e Tsu'tei le saltò in groppa velocissimo ,provando grande gratitudine verso il suo animale.
Ritornò a mani vuote, ma con una grande storia che di sicuro avrebbe fatto sognare tutti i ragazzini degli Omaticaya.
Non aveva vinto la scommessa ma aveva appreso una grande lezione: non cacciare mai da solo !
arrivata la sera tutto il popolo na’vi si raccolse intorno al fuoco e incominciò a danzare.
Il capo clan chiese a Tsu'tei se poteva cantare una canzone; fu ben felice di farlo, cantando la canzone che gli era venuta in mente mentre scappava dallo slinger .
Senti varie voci che si sovrapponevano alla sua ,rinterpretando i ritmi e le intonazioni.
Mentre danzava e cantava ecco la voce più melodiosa che avesse mai sentito ; chi poteva essere se non Peyral?
Finite le danze il popolo si cibò del bottino portato a casa dai due amici di Tsu'tei e ascoltarono la sua storia.
terminata la cena diede la buona notte a tutti e si incamminò sfinito verso la sua amaca situata vicino a quella di Peyral.
Ma non riuscì a prendere sonno, rialzandosi scese di nuovo la lunga spirale dentro al tronco del Kelutral pensando che era ormai passata da un pò l'ora del tramonto e le foresta si era vestita del suo abito notturno ricoperto di meravigliosi colori che creavano un atmosfera mistica e piena di vita. Tsu'tey, privato del sonno da mille preoccupazioni e paure si era messo come al suo solito a passeggiare nei pressi dell'alberocasa, immerso nei suoi pensieri. Conosceva benissimo quell'agolo di foresta nel quale spesso passava le sue notti insonni. Quella notte però scopri di non essere solo, infatti scorse una figura familiare nei pressi di un tronco che costeggiava una cascata che riversava in una grande pozza le sue acquae cristalline.Polyphemus quella notte era particolarmente raggiante e in quel piccolo angolo di paradiso, dove la vegetazione era più rada e la luce del grande pianeta illuminava le limpidissime acque della cascata, avvicinandosi riconobbe in quella figura la bellissima Peyral. Peyral era una giovanissima ragazza Na'vi, ed oltre ad essere una delle più belle di tutto il clan vantava anche magnifiche doti di canto e si era dimostrata abilissima nella caccia. Tsu'tey aveva sempre provato un sentimento molto forte per la giovane e bella Na'vi ma non aveva mai avuto il coraggio di esprimerle quello che provava ne tantomeno di rivolgerle la parola. Peyral infatti aveva già compiuto il suo diciottesimo anno di età e domato il suo Ikran diventando una formidabile cacciatrice, mentre lui che ne aveva copiuti diciassette da poco ed era sicuro di non far nemmeno parte dei più lontani pensieri della giovane N'avi. Quella notte però, sentiva in lui qualcosa di diverso e preso un pò di coraggio si avvicinò alla alla giovane Na'vi che seduta su un grande ramo sospeso sull'acqua era intenta a contemplare il magnifico spettacolo che ogni notte Pnadora regalava a ogni forma di vita. Emozionatissimo, ormai a pochi passi da lei si decise a salutarla e con un filo di voce, che on nascondeva affatto il suo imbarazzo disse : "Ciao Peyral, io ti vedo". Lei che dal canto suo si era accorta già da un pò della presenza di Tsu'tey ed era a conoscenza dei sentimenti che il giovane Na'vi provava per lei si girò verso di lui e rispose al saluto con un gesto della mano e un magnifico sorriso sul volto. Tsu'tey stupito dalla sua reazione prese coraggio e avvicinandosi ancora di più disse : "cosa ci fai qui?", Peyral, si girò ancora verso di lui e rispose : non riuscivo a dormire... amo passare qua le serate..." a qual punto Tsu'tey, che stava prendendo sempre più coraggio, continuò dicendo : "nemmeno io riuscivo a dormire, ultimamente mi succede sempre più spesso... posso restare qua vicino a te?" Peyral allora sorrise e facendo segno con la mano a Tsu'tey di sedersi vicino a lei rispose : "certo!". Il giovane Na'vi si sedette accanto a lei e iniziò a raccontarle e inizio a parlarci, con suo grande stupore Peyral sembrava trovarsi a sua agio con lui e i due restarono li seduti su quel ramo per ore a conoscersi e raccontarsi uno dell'altro. Ad un certo punto Peyral disse : "adoro guardare la foresta di notte, nella sue abellezza si vede l'amore che la nostra grande madre Eywa ci ha messo nel crearla" allora Tsu'tey si alzò la prese per mano e le disse di seguirlo. La ragazza Na'vi curiosa e divertita dal quel comportamento, decise di seguirlo. I due tornarono nell'alberocasa e Tsu'tey inizio a salire in cima ad esso fino ad arrivare ad un apertura che dava su un gigantesco ramo dell'albero. Da li disse a Peyral di seguirlo ed inizio ad arrampicarsi su dei rami che salivano ancora più in alto sull'albero. Peyral a quel punto si fermò un attimo e disse : ma dove vuoi portarmi? lui non le rispose e le fece solo il gesto di seguirla; naturalmente la giovane Na'vi sempre più curiosa, iniziò ad arrampicarsi dietro di lui. Ad un certo punto i due giovani Na'vi raggiunsero un ramo più alto e grande degli altri sul quale ci si poteva comodamente sedere. Tsu'tey la prese per mano e le disse : "guarda...". Davanti agli occhi di Peyral appariva uno spettacolo meraviglioso, tutta la foresta, giu fino alle pianure era completamente accesa di mille colori e sopra di essa migliaia di stelle coprivano il cielo facendo da contorno a Polyphemus che risplendeva di una luce fantastica... Peyral si girò lo guardo negli occhi e disse : "è meraviglioso Tsu'tey..." allora lui rispose "anche tu...". Alla risposta di Tsu'tey, Peyral fu presa da un brivido gelido e rimase immobile a guardarlo. Tsu'tey era pervaso da fortissime emozioni e poteva sentire il suo cuore battere all'impazzata. Mentre guardava la bellissima Na'vi dritta negli occhi sentiva uno strano calore pervaderlo per tutto il corpo, ora anche Peyral sentiva questo calore... rimasero immobili per qualche altro istante, poi le bocche dei due Na'vi si avvicinarono fino a sfiorarsi e quando finalmente le loro labbra si toccarono tutti e due furono presi dal fuoco e dall’eccitazione dell’amore.
Si sdraiarono sul ramo mentre i baci si trasformavano da dolci a più decisi , e le loro mani si intrecciavano e si accarezzavano sempre più velocemente.
Preso dall’ eccitazione sollevò Peyral adagiandola sul suo corpo ,allo stesso tempo i due realizzarono che Eywa li aveva fatti per stare insieme e che era arrivato il momento di smettere di aspettare concedendosi l’uno all’altra.
Dopo che ebbero fatto l’amore decisero di intrecciare le trecce, ma al villaggio ormai fattosi mattino suo padre li stava cercando e quando Peyral e Tsu'tey stavano per fare lo Tsahaylu il padre di Tsu'tey li trovò e con un gesto frettoloso li separò.
Il padre realizzando che il ragazzo si era unito con Peyral si arrabbio tantissimo finendo col colpire suo figlio facendolo quasi cascare giù dal ramo.
Tsu'tey recuperato l’equilibrio aspettò che il padre ordinasse a lui e alla sua compagna di non dire niente a nessuno e di troncare subito la loro relazione, avrebbe pensato lui ad avvertire il padre di Neytiri.
Quando suo padre se n’andò Tsu'tey propose a Peyral di scappare insieme ma lei gli ricordo il suo dovere e con un ultimo bacio sigillò il suo amore lasciando il povero ragazzo da solo con il cuore infranto.
Velocemente Tsu'tey scese alle amache e lasciò la rastrelliera degli oggetti sul letto di Peyral.
Dentro c’infilò il braccialetto che portava al polso quella notte; voleva che lei si portasse con se sempre un pezzo di lui .
Dopo che lui adagiò il regalo sull’ amaca di lei arrivò suo padre che gli disse che d’ora in poi avrebbe dovuto dormire vicino a lui.
Quel giorno fu il più brutto della sua vita, suo padre lo costrinse a recarsi all’albero delle anime a fare penitenza.
Arrivato li Tsu'tey non senti però il rimorso della coscienza e non si pentì affatto, perché sapeva che la grande madre approvava l’amore che c’era tra lui e Peyral.
Ritornato dalla sua punizione suo padre lo accompagno fino alla sua amaca e gli intimò di restare lì.
Stremato da tutte quelle emozioni cadde subito in un sonno profondo.
Le giornate ormai erano tutte grigie e soltanto quando scorgeva Peyral si coloravano, per poi diventare ancora più scure quando lei se ne andava.
un giorno trovò sulla sua amaca la rastrelliera che aveva regalato a Peyral e cadde in una disperazione ancora più profonda, ma quando scese per la cena vide che Peyral portava al polso il braccialetto che le aveva regalato !




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#23 Txura'tawtute

Txura'tawtute

    Iknimayayä Hufwe

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Inviato 02 March 2011 - 04:14 PM

Il concorso è terminato cari fratelli.
La giuria prenderà in esame i vostri lavori e presto darà i punteggi !!

Complimenti a tutti quanti !!

Immagine inviata

-- Eywa ayngahu tì'i'avay krrä --





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