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GLI ATOKIRINA E I LOREYU DELLA TERRA


niftue rey
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Una delle caratteristiche che fanno di Avatar un capolavoro della cinematografia, è il fatto di essere – più di molti altri film – biologicamente "probabile e possibile".

 

Meravigliano il realismo che caratterizza ogni singola “creatura” presentata nella storia, e la sconvolgente naturalezza che ha ogni forma “di vita” creata per questa avventura.

 

Ma come è possibile che un uomo sia riuscito a creare una tale naturalità narrativa e grafica?

 

Come sempre, la risposta è “copiando la natura” senza tentare di adattarla ai propri scopi.

 

Il grande pregio di Cameron, infatti, è stato di non forzare la realtà nell’inventare le creature che avrebbero popolato il suo mondo meraviglioso, ma al contrario di lasciarsi guidare dalla natura e applicando le sue leggi in modo inflessibile, senza adattamenti impossibili.

 

E vista, poi, la passione del regista per il mondo sommerso, non potevano non mancare i riferimenti ad esso, anche se la storia si svolge “all’asciutto”.

 

Ed è proprio di due di questi "riferimenti" che vi parleremo nel corso dell’articolo che troverete di seguito, e vi garantiamo che c’è da restare a bocca aperta.

 

Un grazie, per la creazione dell’opera, è doveroso a Simo e Revenant, che hanno con tanta dovizia di particolari, documentato fotograficamente e scientificamente l’articolo, creando un piccolo capolavoro.

 

Ma non indugiamo oltre, vi auguriamo buona lettura e passiamo a presentarvi:

 

"Gli Atokirina e i Loreyu della Terra"

 

I gigli di mare e gli spirobranchi

 

Guardando il film “Avatar”, per uno smaliziato osservatore della natura appare subito evidente come diversi membri della flora di Pandora siano stati ispirati ad animali marini realmente esistenti. Oggi, per il primo anno dalla distribuzione del film, mi è stato chiesto di parlare un po' di alcuni di questi animaletti, nello specifico dei crinoidi, la cui forma ed il cui movimento (un lento “pompare” con i tentacoli, per fluttuare pigramente fino ad una posizione su cui ancorarsi con delle sorte di tentacoli) ricordano molto i semi dell'Albero delle Anime o, per usare la parola Na'vi, le atokirina, e dei vermi albero di Natale (o spirobranchi), simili al curioso helicoradian.

 

 

I crinoidi sono animali appartenenti al grande gruppo degli Echinodermi, di cui fanno parte anche le stelle marine ed i ricci di mare; nonostante le apparenze, infatti, condividono molti tratti gli uni con gli altri come ad esempio la presenza di uno scheletro interno calcareo composto da piastre o piccoli componenti separati, di un sistema idraulico interno (che permette agli animali di estendere dei “piedini”, o pedicelli ambulacrali, o di muovere tentacoli o braccia) e soprattutto per la loro simmetria. Noi esseri umani, infatti, come tutti i Cordati e la maggior parte degli altri gruppi di animali siamo dotati di una simmetria bilaterale, ovverosia la nostra parte destra del corpo è approssimativamente speculare a quella sinistra. Nel caso degli Echinodermi, invece, la simmetria è pentaraggiata, cioè è possibile dividere il corpo dell'animale in cinque spicchi passanti per la bocca centrale, ciascuno approssimativamente speculare l'uno all'altro.

 

http://img20.imageshack.us/img20/7585/mergek.jpg

 

I crinoidi si sono evoluti circa 500 milioni di anni fa, in un periodo della storia della Terra chiamato Ordoviciano. I mari dell'Ordoviciano ci sarebbero apparsi molto diversi da quelli odierni: grandi molluschi simili a calamari con la conchiglia solcavano i mari, banchi di coralli crescevano nelle acque e calde e i piccoli antenati dei moderni Vertebrati da cui discendiamo anche noi filtravano privi di mascelle l'acqua ed il fango dei fondali marini. I crinoidi sono “stelle di mare pigre”, dato che in questo periodo si evolsero forme munite di un lungo stelo, il quale teneva l'animale radicato al fondale, senza potersi muovere: questi gigli di mare erano ancorati saldamente al fondale marino, muovendo i tentacoli per nutrirsi, ed alcune specie ancora oggi si comportano in questo modo. Questi animali divennero così comuni da formare addirittura interi strati rocciosi con i loro scheletri fossilizzati fino a quando, circa 150 milioni di anni fa, tutti i gruppi allora si estinsero eccetto i Comatulidi (cioè i crinoidi attuali).

 

Oggigiorno sono relativamente pochi i crinoidi ancorati attraverso il peduncolo al fondale marino ; diversi (le comatule) possono nuotare liberamente, perdendo il peduncolo al raggiungimento dell'età adulta, battendo le lunghe braccia verso l'alto e verso il basso, oppure strisciare; tuttavia, tali spostamenti sono moderati e per pochi metri, a tal punto che lo spostamento più lungo in una volta sola è stato di soli tre metri. Le comatule, infatti, stanno per la maggior parte del loro tempo radicate usando delle braccia simili a radici chiamate cirri su coralli e gorgonie, filtrando l'acqua con i tentacoli.Tutti i crinoidi sono pacifici filtratori, che usano le lunghe braccia per filtrare l'acqua e portare il plancton (cioè i piccoli organismi che fluttuano nella corrente) alla bocca.

 

Le comatule hanno il corpo suddiviso in calice (il corpo vero e proprio, dove alloggiano gli organi interni), cirri e braccia. Le braccia, ricoperte da sottili estensioni chiamate pinnule, circondano la bocca, che si apre verso l'alto, e si estendono in maniera opposta rispetto ai cirri. Di solito ci sono 5 o 10 braccia segmentate, ma alcune specie ne possiedono più di 200; inoltre, nel caso dei gigli di mare, alcuni individui raggiungono i 2 metri di lunghezza del peduncolo con circa 20 centimetri di lunghezza delle braccia, anche se esistono specie estinte del Giurassico (circa 150 milioni di anni fa) che avevano un peduncolo lungo circa 20 metri!

 

http://img515.imageshack.us/img515/1968/img1139comatula.jpg

 

L'altro animale che ci interessa è lo Spirobranchus giganteus. Appartiene al grande gruppo degli Anellidi, di cui fanno parte anche i lombrichi e le sanguisughe. Alcuni Anellidi, come lo Spirobranchus, anziché condurre una vita mobile si sono evoluti per una vita sedentaria, costruendosi dei tubi (da cui il nome di “vermi tubicoli” dato comunemente a questo gruppo di animali, noti come Sabellidi) fatti o con granelli di sabbia e/o materiale organico (anche prodotto dall'animale stesso) o addirittura di vero e proprio carbonato di calcio, il che lo rende molto duro e resistente. Dal tubo sporge solo una “corolla” di tentacoli, i quali sono a tutti gli effetti delle sorte di branchie e servono all'animale per nutrirsi, dato che i vermi tubicoli filtrano anch'essi esclusivamente il plancton. Il corpo dell'animale è ben al sicuro all'interno del tubo e, come in tutti gli Anellidi, è segmentato. Quando una potenziale minaccia (spesso anche solo un'ombra) passa al disopra del tubo, il verme ripiega fulmineamente la corona di tentacoli e li ritira all'interno del tubo, al sicuro.

 

http://img714.imageshack.us/img714/4669/spirobranchusgiganteusc.jpg

 

Il piccolo animale (dato che ha un diametro di soli 2 centimetri della “corolla”) in questione vive nelle colonie dei grandi coralli duri del genere Porites o delle millepore del genere Millepora. La larva, liberamente natante, si deposita sull'animale quando è sufficientemente grande, usando dell'acido brucia il tessuto e lo scheletro calcareo dell'animale e si scava il suo foro, dopodiché si sviluppa e costruisce il suo tubo calcareo all'interno del foro fatto in precedenza. La colonia protegge il piccolo verme tubicolo (specialmente nel caso delle millepore, sostanzialmente delle meduse in forma di corallo e munite di potenti sostanze urticanti), il quale per contro non fa nulla per essa seppur non danneggiandola più (questo fenomeno viene detto commensalismo), lasciando solo sporgere la simpatica “corolla” a spirale e vivacemente colorata per filtrare l'acqua. Il piccolo verme può sopravvivere solo se la colonia che lo ospita è in buona salute dal momento che, se il corallo muore, l'intero scheletro calcareo su cui si è sviluppato viene in breve tempo ricoperto da alghe che lo possono letteralmente soffocare e non vi è più protezione nei confronti di eventuali predatori.

 

Insomma, anche se con le dovute diversità, tutto questo ci porta a pensare che in fondo, quella Pandora che tanto desideriamo, è anche un po' qui.

 

- Questo è il nostro contributo per questo primo traguardo ..un nuovo inizio! -

 

Ta ayngeyä smuk

 

Nìftùe rey_____________Revenant____________Simo

http://img683.imageshack.us/img683/5051/catturaniftue.png http://img692.imageshack.us/img692/502/catturaravenant.png http://img405.imageshack.us/img405/8876/catturasimo.png

 

 

 

Modificato da .: Neytiri :.
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Complimenti vivissimi a tutti quanti! 😃

E' bellissimo vedere che anche quì sulla Terra abbiamo queste specie di molluschi che sono fortemente somiglianti alla vegetazione di Pandora.

Questo ci fa credere in qualche modo che la Pandora che noi sogniamo dopotutto è qualcosa di facilmente riscontrabile anche nella realtà del nostro pianeta, e quindi la fa percepire in modo più realistico.

Avevo vagamente già sentito parlare dei crinoidi, ma quando ho visto gli Spirobranchi (che non avevo mai sentito prima) sono rimasto letteralmente a bocca aperta! 😳

Mi sono visto materializzarmi davanti agli occhi la "Helicoradium spirale" ([trad=Bella spirale]Loreyu[/trad]) vista nel film.

 

Complimenti per il lavoro magnifico, e grazie per il vostro contributo! 😊

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Assolutamente sbalorditivo ragazzi, é incredibile la somiglianza dei nostri organismi a quelli inventati di Pandora, non può non aver preso spunto da queste bellissime creature...

 

Un grande complimento a tutti voi ragazzi, avete fatto un ottimo lavoro davvero, chissà se riuscirete trovare qualche altra similitudine tra le due faune :)

 

Una cosa che avete detto e particolarmente vera : desideriamo tanto andare su Pandora ma ci dobbiamo rendere conto che Pandora é qui, con questo articolo ci avviciniamo ancora un po di più a questa convinzione..

 

Eywa ngahu ! :)

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waaaaaaa bellissimo articolo fratelli!!!!

è meravigliosa la natura e grazie a voi ora ho conosciuto due specie sbalorditive che ricordano molto Pandora... Cameron le ha messe proprio tutte, credo non smetterà mei di sorprenderci!

 

Grazie infinite per questo meraviglioso articolo, ricco e pieno di informazioni!

 

Eywa ngahu

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  • 1 mese dopo...

Wow...è sorprendente quello che la natura ci riserva...ci sono creature al mondo semplicemente fantastiche di cui non conosciamo neanche l'esistenza. Fa piacere vedere che alla fin fine la nostra Terra è molto simile a Pandora...la natura è sempre in grado di stupirci!! :)

= Oel ayngati kameie =

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  • 1 mese dopo...

Wow 😳............... sono bellissimiiiiiiiiiiiiiiiiii☺️ !!!!!!!!!!!

Grazie ragazzi del lavoro che avete fatto!!!!!!!!! E' davvero bello scoprire le meraviglie che popolano la nostra Madre Terra 😂

Ed è stupendo poter scoprire che Pandora è in noi ed intorno a noi! Come vorrei che riuscissimo tutti quanti a capirlo...l'altro giorno mentre ero fuori casa ho visto che nella strada principale del paese dove vivo io hanno tagliato tutti gli alberi per poter fare i marciapiedi 😡 non potete immaginare che rabbia mi è venuta.. minimo erano una ventina d'alberi, e non la voglio fare esagerata grrrrrrr 😡 ..........cmq grazie ancora 😃 questo articolo è stupendo!!!!!!!

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