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Gruppo di indigeni blocca costruzione della diga


Una foresta immensa, un gruppo di indigeni locali, archi, frecce e una terra da difendere dall'uomo e dai suoi interessi.

Sembra l'introduzione del capolavoro di James Cameron, un film che ha conquistato mezzo mondo coniugando con sapienza e maestrìa unica effetti speciali inediti e contenuti profondi.
Già, sembra....ma purtroppo siamo di fronte alla cruda realtà, qui sulla Terra.

L'affascinante foresta pandoriana lascia spazio alla nostra altrettanto bellissima foresta amazzonica, gli indigeni alti 3 metri blu bioluminescenti diventano le tribù che vivono da moltissimi anni all'interno e insieme alla foresta.

Le differenze finiscono qui, perché tutto il resto della storia è molto simile a quella raccontata nel film.
Uomini e istituzioni, che per interessi economici, sono disposti a tutto, anche a deturpare e distruggere un ecosistema e una “casa” per decine di tribù che da sempre risiedono e vivono in armonia con il territorio amazzone.

Il conflitto nasce dalla volontà dell'amministrazione Lula di promuovere la costruzione di una decina di dighe destinate alla produzione di energia idroelettrica, sacrificando parte del polmone verde più grande del mondo, come se non fosse già abbastanza torturata dalla deforestazione selvaggia degli ultimi decenni.
Una di queste costruzioni, la diga di Dardanelos, pare si debba costruire proprio sopra un cimitero sacro cui buona parte è già stato distrutto a suon di candelotti di dinamite.

Così il 25 luglio, all'alba, circa quattrocento indigeni appartenenti a 8 tribù differenti hanno bloccato il cantiere prendendo in ostaggio 100 operai addetti alla costruzione, accusandoli di aver violato un posto ritenuto sacro e di provocare danni sociali, culturali e soprattutto ambientali. Insomma questo sembra un chiaro messaggio, questi popoli non vogliono rinunciare alla propria terra, dichiarando a viso aperto una vera e propria battaglia.

La diga di Dardanelos si trova nel Mato Grosso, lungo il fiume Aripuana.
L’entrata in funzione dell’impianto è attesa per l’inizio del 2011.
Ma questa diga non è la sola a creare conflitti e tensioni con le popolazioni indigene brasiliane.
Questo è solo l'ultimo dei numerosi scontri, più o meno violenti, che si stanno verificando in sud america.
Qualche mese fa avevamo trattato un argomento molto simile parlando della diga di Belo Monte sempre in Brasile, dove insieme alle tribù locali si è schierato in prima persona James Cameron in difesa del territorio.

Quello che sta succedendo in Amazzonia e in molte altre parti del nostro pianeta è così simile alla storia raccontata in Avatar da preoccupare e sconcertare.
Siamo ancora in tempo per rimediare, ma più passa il tempo più questa affermazione si trasforma inevitabilmente in un interrogativo : siamo ancora in tempo ?

Fonte : blogeko


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